La valutazione della sonnolenza nel rinnovo delle patenti di guida

20 Nov 2019 SONNO E GUIDA

Serena Scarpelli, comitato editoriale AIMS

Durante il normale invecchiamento fisiologico il sonno va incontro a modificazioni che lo rendono più frammentato e meno profondo. In questa fascia d’età si assiste ad un significativo aumento nella prevalenza dei disturbi del sonno, con conseguente rischio di eccessiva sonnolenza diurna. Questo potrebbe riflettersi sulla quotidianità, comportando disattenzioni, colpi di sonno e vuoti di memoria.

Tali alterazioni sembrano, inoltre, avere un ruolo fondamentale nello sviluppo di deterioramento cognitivo (Mild Cognitive Impairement, MCI), disturbi di memoria ed altre condizioni neurodegenerative a esordio nella terza età, con risvolti importanti sulla qualità della vita diurna, oltre che in termini di costi per la sanità.

Comprendere come cambia il sonno con l’avanzamento dell’età e saperne riconoscere gli aspetti, diventa, pertanto, fondamentale al fine di ridurre al minimo le conseguenze che potrebbero verificarsi nella vita di ogni persona.

Con il decreto legge del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 22 dicembre 2015 (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2016/01/13/9/sg/pdf) è stata posta una rinnovata attenzione verso i criteri di valutazione della sonnolenza, in relazione alla concessione e al rinnovo delle patenti di guida. Il decreto prevede che la valutazione della sonnolenza divenga obbligatoria per tutti coloro che presentino quei disturbi neurologici che possano determinarla o che soffrano di apnee del sonno.

Per un approfondimento consultare:

http://www.huffingtonpost.it/luigi-de-gennaro/la-sonnolenza-alla-guida-uccide-ecco-la-rivoluzione-per-le-patenti_b_9202610.html

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