Agire i propri sogni come segno precoce di neurodegenerazione

22 Nov 2019 DISTURBI DEL SONNO

Elena Antelmi, comitato editoriale AIMS

ti è mai stato detto, o hai mai avuto tu stesso il sospetto di agire il contenuto dei tuoi sogni mentre dormivi (es: tirare pugni, sollevare le mani per aria, simulare una corsa con le gambe..?”

Se la risposta a questa domanda è positiva, allora potresti essere affetto dal “disturbo comportamentale in sonno REM”, in inglese REM sleep behavior disorder (RBD).

L’RBD è un disturbo del comportamento motorio che si manifesta durante il sonno REM, cioè quando tipicamente si sogna e quando il tono muscolare volontario è abolito ed è pertanto dovuto alla perdita della fisiologica atonia muscolare in questa fase di sonno.

Spesso il paziente descrive sogni vividi e angoscianti, che possono coinvolgere animali o persone estranee e minacciose, associati a comportamenti come grida e gesticolazioni violente con pugni e calci. Questo però non esclude che talora gli episodi siano più calmi e tranquilli. Alla fine dell’episodio, il paziente spesso ricorda quello che stava sognando.

Il disturbo è più frequente negli uomini e comunemente insorge tra i 40 e i 70 anni e nella maggior parte dei casi è un disturbo cronico. La frequenza degli episodi è variabile, da giornaliera a mensile. Gli episodi possono causare lesioni al paziente stesso e anche al compagno di letto, con possibili implicazioni medico-legali.

Quando l’RBD è isolato, cioè non associato a disturbi neurologici, viene definito ‘idiopatico’ o appunto “isolato”. L’esatta prevalenza dell’RBD idiopatico non è nota, ma è stimata intorno allo 0,5%. Tuttavia, è ormai ampiamente dimostrato che oltre l’80% dei soggetti con RBD idiopatico svilupperà, in un lasso di tempo variabile da pochi anni a più di 15 anni, una malattia neurodegenerativa.

L’RBD si definisce invece sintomatico quando è associato ad una malattia neurologica, che nella maggior parte dei casi è una malattia neurodegenerativa caratterizzata da parkinsonismo e deterioramento cognitivo, dovuta al deposito di una proteina anomala denominata α-sinucleina.

L’RBD pertanto è un importante (forse il più importante) marcatore precoce di neurodegenerazione ed è cruciale pertanto riconoscere il disturbo e rivolgersi ad un centro del sonno per garantire la diagnosi del disturbo al fine di identificare precocemente altri segni precoci di neurodegenerazione e di selezionare i pazienti per una auspicabile terapia neuroprotettiva, appena questa sarà disponibile.

La diagnosi di RBD infatti può essere sospettata in base alla storia clinica, tuttavia per confermare la diagnosi occorre effettuare ulteriori indagini presso un centro specializzato in Medicina del Sonno.

Sul sito dell’associazione dei pazienti www.associazionerbd.it è possibile reperire ulteriori informazioni.

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