Sono affidabili le App per monitorare il sonno?

10 Feb 2020 ARTICOLI

Tommaso Sacco, comitato editoriale AIMS

Un gruppo di specialisti di medicina del sonno ha valutato l’efficacia di alcune applicazioni per telefoni mobili che sono proposte con l’obiettivo di monitorare il sonno. I risultati hanno indicato che, in generale, tali applicazioni hanno ancora un’affidabilità molto limitata e non paragonabile a quella di una registrazione polisonnografica.

Oggi sono disponibili numerose applicazioni per telefoni mobili che si propongono di monitorare il sonno nella vita quotidiana dei loro utilizzatori e la loro diffusione è in continuo aumento. D’altra parte mancano verifiche accurate della loro affidabilità in termini di studio delle caratteristiche del sonno e la definizione di questo aspetto è importante per informare correttamente gli utenti di queste applicazioni circa la qualità dei dati che esse producono. Perciò, Fino e Colleghi hanno preso in esame quattro applicazioni, Sleep Cycle-Accelerometer, Sleep Cycle Microphone, Sense e Smart Alarm, che funzionano rilevando suoni e movimenti mediante appositi sensori. La loro efficacia di registrazione è stata verificata confrontandola con quella di polisonnografie eseguite in 21 soggetti sani, 6 maschi e 15 femmine. Tutti hanno usato le quattro applicazioni, impiegando telefoni mobili del tipo iPhone e, contemporaneamente, sono stati sottoposti a una registrazione polisonnografica domiciliare, con dispositivo portatile, nel corso di due notti consecutive. Mentre i dati raccolti da tutte le App hanno mostrato una relazione significativa con la polisonnografia riguardo al tempo trascorso a letto, solo la Sleep Cycle-Accelerometer ha registrato correttamente anche dati relativi all’efficacia del sonno. Inoltre, questa applicazione ha mostrato una discreta affidabilità nel monitoraggio del tempo totale di sonno, compreso il sonno leggero. Purtroppo, però, ha sottostimato il tempo di veglia e parzialmente sovrastimato il sonno profondo. Nessuna delle applicazioni ha mostrato di essere in grado di rilevare e di quantificare i movimenti oculari rapidi durante il sonno. Gli autori hanno riassunto i risultati raccolti segnalando che l’applicazione Sleep Cycle Microphone, che utilizza sia un accelerometro che un microfono, e quella denominata Sense non hanno un’affidabilità sufficiente, rispetto alla polisonnografia, nel rilevare i passaggi dal sonno alla veglia e viceversa. L’applicazione chiamata Smart Alarm, l’unica che permette di eseguire un’analisi del sonno epoca per epoca, ha dimostrato una maggiore accuratezza di monitoraggio, rispetto alle altre applicazioni, sempre facendo riferimento alla registrazione polisonnografica. Comunque, anche la Smart Alarm ha dei limiti nel rilevare la veglia e il sonno profondo.

Nelle conclusioni, Fino e colleghi hanno auspicato che la messa a punto di algoritmi specifici per il monitoraggio del sonno con telefoni mobili e l’aggiunta di sensori esterni, che registrino altri parametri fisiologici, possa, in futuro, superare i limiti che hanno oggi le applicazioni per il monitoraggio del sonno. Un ulteriore commento che si potrebbe aggiungere è quello relativo al fatto che strumenti come queste applicazioni, pur non raggiungendo la precisione di registrazione di una polisonnografia, possono contribuire ad aumentare l’interesse e la sensibilità delle persone verso la qualità del sonno, a condizione che non pretendano mai di sostituirsi alle metodologie diagnostiche valide e standard

Fonti: E Fino e coll. (Not so) Smart sleep tracking through the phone: Findings from a polysomnography study testing the reliability of four sleep applications. J Sleep Res. 2020; 29 (1), e12935.

Parole chiave: sonno, App, applicazioni, telefoni mobili, smartphone, polisonnografia, Sleep Cycle-Accelerometer, Sleep Cycle Microphone, Sense, Smart Alarm, veglia, sonno profondo, movimento, REM, movimenti rapidi degli occhi, algoritmi, sensori.   

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