Festival della Scienza Medica – Genus Bononiae

1 Ott 2020 EVENTI

La sesta edizione del Festival della Scienza Medica a Bologna si svolgerà in modalità telematica.

Al seguente link è possibile iscriversi alla piattaforma per seguire gli eventi: https://piattaformaventiventi.genusbononiae.it/login

Anche quest’anno grande rilievo alla Medicina del Sonno. In particolare, vi segnaliamo (le registrazioni saranno rese disponibili su questo sito, dopo lo svolgimento delle sessioni):

La prevenzione, diagnosi e cura delle apnee ostruttive del sonno

Incontro sul PDTA dell’OSAS con rappresentanti della Regione Emilia-Romagna

Giuseppe Insalaco 

Francesca Milano

Kyriakoula Petropulacos

Giuseppe Plazzi  

Claudio Vicini  

Modera: Luigi Ferini Strambi 

La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS – Obstructive Sleep Apnea Syndrome), determinata da una ostruzione delle vie aeree superiori durante il sonno, si manifesta con ricorrenti (nei casi più gravi possono essere diverse decine per ora di sonno) episodi di apnea. La causa è da ricercare in una alterazione anatomica e/o funzionale delle vie aeree superiori, compreso l’infarcimento adiposo dovuto al sovrappeso. Le apnee determinano una sequela di effetti dannosi e si associa a diverse malattie, risultando responsabili di una ridotta aspettativa di vita, di circa il 7 per cento di tutti gli incidenti stradali e di un elevato rischio di infortuni sul lavoro ed elevati costi sanitari, diretti e indiretti. Dal punto di vista medico l’OSAS è una malattia che richiede un approccio multispecialistico, se si vuole garantire un intervento ottimale per le persone di tutte le età. Le opzioni terapeutiche oggi disponibili comprendono diverse strumentazioni, indicazioni chirurgiche, diete e trattamenti farmacologici innovativi. L’OSAS è largamente sottodiagnosticata, per cui, oltre alla informazione dei rischi correlati a questa patologia, occorre costruire una rete di competenze per favorire la presa in carico dei pazienti e la qualità degli interventi.

ORE 17.00 (Archivio 2018) 

Ritmi circadiani, moscerini della frutta e il finanziamento pubblico alla ricerca di base

Michael Rosbash

Gli ultimi 35 anni hanno segnato un profondo cambiamento nel campo dei ritmi circadiani. Questa “era” molecolare si è aperta con gli studi su Drosphila, il moscerino della frutta che è un modello della ricerca in genetica da oltre 100 anni. Insieme ai miei colleghi abbiamo identificato i meccanismi sottostanti la sincronizzazione circadiana, scoprendo che tali meccanismi si sono conservati evolutivamente in tutti gli animali. In altre parole, i progressi ottenuti dallo studio del moscerino della frutta sono direttamente utili per la ricerca sugli esseri umani. Di più: l’orologio circadiano governa larga parte di tutta l’espressione genica, negli uomini tanto quanto nei moscerini stessi. Questo spiega come una considerevole parte della fisiologia animale (biochimica, metabolismo, endocrinologia, comportamento, il sonno, etc.) risulti sotto il controllo circadiano. Nel cervello del moscerino questo orologio conta su 75 coppie di neuroni, e ciò facilita molto il nostro lavoro di ricerca a confronto con la complessità del cervello nei mammiferi, lavoro che si concentra sul rapporto tra la funzione circadiana nel cervello e nel sonno. Il mio campo di ricerca è stato largamente finanziato dai National Institutes of Health degli Stati Uniti, che rimane essenziale per portare avanti la ricerca collegata alla salute.

ORE 17.30

Unmet needs della narcolessia

Giuseppe Plazzi

Introduce: Gilberto Corbellini

La narcolessia è una malattia autoimmune, frequentemente a esordio infantile, con un decorso cronico, dovuta alla distruzione dei neuroni che producono l’orexina, un peptide secreto dall’ipotalamo. È una malattia rara, caratterizzata da sintomi apparentemente facili da riconoscere, ma è inspiegabilmente difficile da diagnosticare. In Italia, dove la narcolessia colpisce circa 4 persone ogni 10 mila abitanti, i pazienti a cui è stata diagnosticata sono meno di duemila, a fronte di una stima epidemiologica di circa 24mila soggetti affetti da questa condizione. Al problema del ritardo diagnostico si aggiunge quello delle diagnosi errate.  Numerosi studi dimostrano come una diagnosi rapida, un precoce accesso alla terapia e una corretta aderenza alla stessa possano modificare la qualità di vita di questi pazienti, consentendo un normale apprendimento, una adeguata scolarizzazione, un inserimento adeguato nel mondo del lavoro e normali relazioni sociali e affettive. Grazie a campagne di informazione e di educazione, l’Italia è fra i paesi che ha garantito una diagnosi rapida e un precoce accesso ai farmaci a numerosi bambini affetti da narcolessia. Fra le iniziative più importanti e innovative le “Red Flags della Narcolessia”, per identificare i campanelli d’allarme che possono indicare la presenza di narcolessia, il Progetto TENAR (Telemedicine for Narcolepsy), un progetto di telemedicina che consente di accedere alla consultazione medica per il sospetto di narcolessia e il Registro Italiano della Narcolessia.

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