Ricordi di Emiliana

Il 22 ottobre 2017, all’età di 60 anni, è prematuramente scomparsa Emilia Anna Sforza, per tutti Emiliana.
Emiliana aveva iniziato il suo percorso formativo a Bari, dove si era occupata di sistema nervoso autonomo sotto la guida del Prof. Ferrari. Arrivata a Bologna, negli anni ‘80, aveva continuato il suo percorso formativo nel laboratorio di Marcella Calasso, sotto la supervisione di Pier Luigi Parmeggiani, per approfondire sul campo la conoscenza dei metodi e delle tecniche
neurofisiologiche di base, cosa davvero insolita per un clinico. Infine era approdata al Centro Sonno di Bologna, diretto dal Prof. Lugaresi, dove ha lungamente lavorato insieme a Fabio Cirignotta, Pasquale Montagna e Marco Zucconi. Lavoratrice instancabile, ricercatrice preparata e rigorosa, con conoscenze di base non comuni per chi fa clinica, nel corso della sua vita, Emiliana si era occupata di tutti i disturbi del sonno, come documentano i tanti lavori scientifici che ha continuato a pubblicare fino alla sua scomparsa. Ha descritto l’effetto della carbamazepina nella Sindrome delle Gambe senza riposo; ha contribuito alla stesura di uno dei primi lavori al mondo su RBD e malattie neurodegenerative; ha partecipato alla caratterizzazione neurofisiologica dell’ Insonnia Fatale Familiare. Ha collaborato a lavori sulla insonnia da mispercezione, sulle ipersonnie e sul profilo elettroencefalografico del sonno nei gemelli, pubblicando questi ultimi dati su Annals of Neurology, insieme a Luigi De Gennaro.
Già nel corso del suo periodo bolognese, Emiliana fece numerose esperienze all’estero, (andò per alcuni mesi a Sidney, da Colin Sullivan e poi in Canada, da Bradley), fino a lasciare definitivamente Bologna per recarsi prima a Strasburgo, da Jan Kriger, suo mentore per anni, poi in Svizzera ed infine in Francia, all’Univeristà di Saint-Etienne.
Negli ultimi lavori pubblicati, Emiliana era tornata a quello che forse era stato uno dei suoi argomenti più cari, i disturbi respiratori in sonno ed il loro impatto cardiovascolare, e gli effetti dell’ipossia acuta e cronica. Emiliana si era occupata della caratterizzazione dell’OSAS nell’anziano, partecipando ad importanti studi longitudinali di popolazione (studio PROOF), dimostrando che l’impatto delle apnee ostruttive sulle funzioni cognitive è indipendente dalla presenza di altre comorbidità.
Ricercatrice rigorosa, scientificamente molto preparata ed efficace, Emiliana è ricordata da tutti come persona diretta, giusta ed affettuosa, anche se inquieta, alla ricerca di un appagamento interiore che solo negli ultimi anni sembrava aver trovato.