Ricordo del Prof. Salvatore Smirne

Dopo una lunga malattia, il 7 agosto 2018  è mancato il professor Salvatore Smirne, socio fondatore dell’AIMS. Vorremmo ricordare di lui alcuni aspetti, non solo professionali, che lo hanno contraddistinto in tanti anni di milizia nel campo della Neurofisiologia, con particolare riferimento all’Epilessia e alla Medicina del Sonno.

Insieme ai professori Lugaresi, Coccagna, Murri, Di Perri, Puca, Terzano e Ferrillo ha gettato in Italia le basi sulla ricerca clinica dei disturbi del sonno. Ha organizzato negli anni settanta  un Centro di Medicina del Sonno, sul modello statunitense, basato sulle collaborazioni multidisciplinari. Ma se la ricerca lo ha impegnato in maniera significativa, bisogna anche ricordare le sue grandi capacità cliniche e la sua particolare attenzione ai pazienti. Sempre disponibile a farsi carico dei problemi di ogni paziente, con capacità di dialogo e di ascolto non comuni, sebbene accompagnate spesso a  ritardi negli orari prefissati: ritardi che comunque venivano accettati con benevolenza dal paziente,  a fronte del suo impegno costante.

Dal punto di vista scientifico, sono stati importanti i suoi contributi nello studio del russamento e delle apnee ostruttive: dai dati epidemiologici sull’associazione tra disturbi respiratori e patologie vascolari,  alla ricerca sulla tipizzazione delle fibre muscolari delle prime vie aeree nei russatori abituali. Fondamentali anche i suoi studi sul sistema nervoso autonomo, in particolare sulla variabilità della frequenza cardiaca nei diversi disturbi del sonno. E’ stato anche molto importante il suo contributo nella ricerca nell’ambito dell’epilessia notturna del lobo frontale e delle parasonnie.

Salvatore Smirne era un uomo mite sia a livello pubblico che nei rapporti interpersonali: non si ricorda di lui una lite o uno sgarbo a colleghi, anzi spesso cercava di porsi come mediatore fra le differenti posizioni che emergevano nelle discussioni all’interno delle società scientifiche. Come presidente dell’AIMS è sempre stato molto attivo ed ha cercato di allargare la base di interesse della medicina del sonno dalla Neurologia ad altre discipline affini.  Tutti ricordiamo il suo appoggio ai giovani e anche ai  meno giovani del gruppo storico del sonno in Italia: sempre parole di conforto e di ottimismo verso il futuro, anche quando i tempi non erano così semplici, per una emergente disciplina come la medicina del sonno.

Caro “Salva”, ricordiamo con grande affetto il tuo sguardo bonario, con l’immancabile sigarettina di traverso……

 

Luigi e Marco